ALIMENTAZIONE E INFANZIA: IL CIBO COME RELAZIONE

Alcuni studi
hanno rilevato che attorno al tavolo della cucina si svolgono i momenti più salienti della vita della famiglia. 'Fare famiglia' nella quotidianità passa attraverso i momenti dei pasti: per molti bambini, questo è riconosciuto come fattore importante. Cenare o pranzare insieme seduti intorno al tavolo è un momento di condivisione, dove si costruisce il senso di famiglia e di appartenenza. Per un bambino che ha difficoltà ad assaggiare cibi nuovi, è molto stressante prendere parte alla cena sapendo che la conversazione verterà principalmente su di lui/ lei e che probabilmente si respirerà un'aria di tensione. Creare un clima positivo attraverso la conversazione, sulla giornata passata, sulle emozioni di ciascun membro della famiglia, favorisce il rilassamento del bambino ed una più facile accettazione del cibo che gli viene proposto. Il rifiuto del cibo può essere visto, sul piano relazionale, come un rifiuto a partecipare alla vita familiare, come una richiesta di attenzione e come desiderio di essere riconosciuto come persona distinta dal genitore, quindi con dei gusti e preferenze individuali.
I problemi ed i conflitti che sorgono a tavola sono indice dello stato d'animo dei membri della famiglia e del grado di piacere che provano a stare insieme. Ciò su cui gli adulti, responsabili del clima che si respira in famiglia, si devono focalizzare è trovare il tempo e modo per dedicare del tempo alla preparazione del cibo (possibilmente coinvolgendo il bambino, anche solamente nella scelta dei colori che desidera trovare nel piatto: questo infatti è un ottimo escamotage per garantire un apporto di tutti i nutrienti. "Scegli qualcosa di bianco, di rosa e di verde che desideri trovare nel piatto" è un gioco per il bambino, che si sente coinvolto al suo livello e accoglierà più felicemente il riso, il pollo e i fagiolini nel suo piatto; dirgli "Hai bisogno di carboidrati, proteine e fibre" significa metterlo di fronte ad un discorso che lui non può comprendere, rendendo frustrante il momento che precede il pasto). Un altro aspetto importante su cui lavorare è l'armonia del clima familiare, trovando momenti per parlare e anche discutere se vi sono questioni importanti, ma che non sia durante i pasti.
Ci sono tantissime sfaccettature che riguardando l'alimentazione nell'infanzia. Generalmente, prendendo come presupposto che il bambino apprende per imitazione e non per comprensione, mi sento di dire che le abitudini alimentari dei genitori si possono facilmente rispecchiare nei figli. Perciò trovo irrealistico cercare nei propri figli un comportamento che sia distante dal proprio. Questo significa avere una buona capacità di osservazione di se stessi, una buona consapevolezza del proprio rapporto col cibo, e di conseguenza un riadattamento delle proprie aspettative sui figli. Se il genitore usa il cibo come oggetto di punizione, premio o ricatto emotivo, non ci si può aspettare che il bambino sviluppi con il cibo un rapporto sano e men che meno, che mangi con serenità tutto ciò che gli viene proposto. Si chiederà infatti che cosa c'è dietro alla presentazione di quel cibo, e l'aspetto della nutrizione passerebbe in secondo piano così come quello del piacere, del gusto.
Per scrivere questo articolo mi sono lasciata ispirare dal libro "Ragazzi, a tavola! Il momento del pasto come specchio delle relazioni familiari" di Jesper Juul.
